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	<title>Guerre del Caos - I racconti -</title>
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	<description>Racconti Fantasy basati sul gioco di ruolo dal vivo Guerre del Caos</description>
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		<title>Guerre del Caos - I racconti -</title>
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		<title>La stirpe dei Von Gruber</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Feb 2012 15:51:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>guerredelcaos</dc:creator>
				<category><![CDATA[fantasy]]></category>
		<category><![CDATA[guerre del caos]]></category>
		<category><![CDATA[racconti fantasy]]></category>

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		<description><![CDATA[[Questo racconto si svolge durante l’epoca del 16° Imperatore. ] &#160; - ABRAHAM VON GRUBER - - MARIUS VOIGT - &#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211; Apertura &#160; Abraham Von Gruber, Marius Voigt, due Leitdorfiani, un capitano alteano che si chiamava Attilio, gravemente ferito al fianco, e un fante soviano, Jonas, che era riuscito a rubare un cavallo per fuggire [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=guerredelcaos.wordpress.com&amp;blog=22088323&amp;post=108&amp;subd=guerredelcaos&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>[Questo racconto si svolge durante l’epoca del 16° Imperatore. ]</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img src="http://desmond.imageshack.us/Himg268/scaled.php?server=268&amp;filename=condemnedbyfirebyguzbor.jpg&amp;res=medium" alt="Abraham Von Gruber" width="250" height="296" /></p>
<pre>- ABRAHAM VON GRUBER -</pre>
<p><img src="http://img18.imageshack.us/img18/2184/mariusvoigt.jpg" alt="Marius Voigt" /></p>
<pre>- MARIUS VOIGT -</pre>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</p>
<pre><em>Apertura</em></pre>
<p>&nbsp;</p>
<p>Abraham Von Gruber, Marius Voigt, due Leitdorfiani, un capitano alteano che si chiamava Attilio, gravemente ferito al fianco, e un fante soviano, Jonas, che era riuscito a rubare un cavallo per fuggire dal campo di battaglia, avanzavano lenti, al riparo da chiunque, verso una catena di montagne che s’innalzavano nere contro il rosso cielo della sera e che segnavano il confine con le terre di Lavteria.</p>
<p>Non parlavano da molte ore, troppe. Attilio era in fin di vita, e nulla poteva essere fatto per lui. L’Alteano ne era consapevole e non si aspettava niente: si limita ad avanzare con loro nel timore di restare solo. Era un uomo forte, possente e sicuramente molto alto per un uomo del Sud. Indossava ancora gran parte della sua armatura, seppur visibilmente ammaccata e spezzata nel punto in cui un’ascia avversaria si era fatta strada nel suo fianco, ed era sporca di sangue, suo e altrui. Sul suo elmo ondeggiava ancora un notevole pennacchio rosso e bianco, i colori della sua patria probabilmente. Sotto di esso il suo volto dai lineamenti scolpiti era sofferente ma l’uomo s’impegnava per non darlo a vedere. Sopportava coraggiosamente il dolore e gli altri non lo abbandonarono. Seppur smaniassero dal raggiungere le montagne che gli avrebbero concesso il giusto riparo, adattarono il passo a quello del capitano, un po per rispetto e un po perché colpiti dal vedere un uomo aggrapparsi così tenacemente alla vita.</p>
<p>Giunse la notte e fu serena, illuminata da un grande luna e numerose stelle. I soldati avrebbero preferito le nubi e la totale oscurità così da poter godere di un migliore riparo, ma a quel punto potevano solo augurarsi che i lupi da caccia delle Terre Settentrionali non fiutassero le loro tracce e giungessero a dilaniarli nel sonno.</p>
<p>Abraham avanzava assorto nei suoi pensieri, defilato dagli altri. I vincitori sarebbero stati impegnati a consolidare il loro dominio sui territori tolti all’Impero. Probabilmente sarebbero nati contrasti tra i signori dei Predoni e questo li avrebbe rallentati. Ma Abraham sapeva che questo era irrilevante. Con l’attuale situazione l’Impero avrebbe fatto bene ad agire sulla difensiva, in attesa che gli eserciti del Sud fossero pronti per risalire la Grande Via per unirsi alle milizie del Teutenheim. Tra cupe constatazioni il gruppo continuò a cavalcare sotto la luna fino a quando non giunsero in una gola. In poco tempo trovarono riparo in una grotta e si abbandonarono al riposo.</p>
<p>Fu un riposo inquieto, durante il quale la sua mente riportava alla luce i tragici eventi della giornata appena conclusa. I suoni del acciaio, delle ossa frantumate e dei dardi scagliati accompagnavano immagini di morte e disfatta. Abraham fu spesso costretto al risveglio e ogni volta non era il solo.</p>
<p>Quando giunse il mattino il primo a svegliarsi fu Marius Voigt che si premurò di destare solo l’amico Abraham. Passarono alcuni minuti a discutere sui piani futuri e la cosa non rinvigorì di certo il loro morale.</p>
<p>Gli altri si svegliarono dopo. Tutti meno che uno. Attilio era morto nel sonno. Gli concessero una sepoltura, pregarono perché Harald accogliesse la sua anima al suo fianco e si rimisero in viaggio.</p>
<p>Avevano da poco lasciato la grotta quando il rumore degli zoccoli risuonò tra le pareti rocciose della gola. Placarono il passo e Marius Vogt sguainò la sua spada pronto ad accogliere ogni minaccia. Ma Abraham richiamò l’amico al riposo quando scorse l’uomo che s’avvicinava.</p>
<p><strong>“ Araldo dell’Imperatore! Siamo tuoi fratelli imperiali”</strong></p>
<p>Era lo stendardiere dell’Imperatore e appariva provato dalla battaglia. Aveva la divisa sbrindellata l’armatura ammaccata ed era sprovvisto di armi. L’unica cosa che mostrava ancora intatto era lo stendardo Imperiale, ignaro del rischio che correva nel mostrarlo ancora in giro per quelle terre. Questi riconobbe gli ufficiali che aveva dinanzi e sospirò sollevato.</p>
<p><strong>“ Capitano Abraham, si diceva che tu…insomma…dicevano che eri stato ucciso.”</strong></p>
<p>Abraham arricciò le labbra e rispose. <strong>“ Meglio così. Eviteranno di inseguirmi. Hai qualche notizia?”</strong></p>
<p><strong>“ Alcune. E tutte pessime, capitano. A nord domina l’agonia. Wolfenburg e Sovia sono cadute e il fuoco pernicioso s’abbatte sui territori dell’Impero. I Nani resistono barricati nelle loro montagne che diventano man mano le loro tombe. La Galizia è integra ma l’avanzata del caos l’ha tagliata fuori dal conflitto. Sarà sola ben presto. Tor Ilyr resisteva col suo fronte mistico, ma qualcosa è andato storto negli astrusi piani degli elfi, e i venti della magia mal rispondono alle influenze mortali. Il Caos avanza, signore, e la guerra s’abbatterà presto sulla Contea. ”</strong></p>
<p>Jonas il Soviano trasalì dinanzi a quei rapporti. Elric annuì cupo e sospirò .<strong> “Una tempesta s’abbatte sul nostro Impero. Che ne è dell’Imperatore?”</strong></p>
<p>Lo Stendardiere si sistemo sulla sella, nervoso, poi rispose. <strong>“ Si è congiunto ad Harald, capitano. Ha lottato contro innumerevoli Predoni prima di morire, dilaniato dalla violenza dei continui assalti subiti. Il Capo Clan Sektus ha preso la sua testa come trofeo, e a quella vista molti nobili già tentennano sulla loro fedeltà e chinano il capo dinanzi al Caos indiviso. Il Sommo Sacerdote ha convocato i Conti, ma non tutti risponderanno.”</strong></p>
<p>Abraham serrò la mascella e dopo un’occhiata lanciata a Marius realizzo che l’unica cosa da fare era proseguire verso est, poiché la via verso la capitale poteva nascondere pericoli. Parlò a tutti.</p>
<p><strong>“ Penseremo al nostro destino proseguendo verso Ovest”.</strong></p>
<p><strong>“ Affrettiamoci dunque.”</strong> Rispose Marius. <strong>“Le truppe di Marienburg e Lavteria saranno felici d’accoglierci tra le loro fila. Da lì potremmo pensare a un modo per ricacciare indietro quegli infami delle Terre Settentrionali.&#8221;</strong></p>
<p><strong>“Sektus pagherà per l’offesa arrecataci . Andiamo”</strong></p>
<p>E cavalcarono verso Ovest, accolti dalle cupe Montagne della Lavteria.</p>
<pre><em>[Continua...]</em></pre>
<p style="text-align:right;">-Steven-</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/guerredelcaos.wordpress.com/108/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/guerredelcaos.wordpress.com/108/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/guerredelcaos.wordpress.com/108/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/guerredelcaos.wordpress.com/108/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/guerredelcaos.wordpress.com/108/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/guerredelcaos.wordpress.com/108/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/guerredelcaos.wordpress.com/108/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/guerredelcaos.wordpress.com/108/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/guerredelcaos.wordpress.com/108/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/guerredelcaos.wordpress.com/108/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/guerredelcaos.wordpress.com/108/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/guerredelcaos.wordpress.com/108/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/guerredelcaos.wordpress.com/108/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/guerredelcaos.wordpress.com/108/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=guerredelcaos.wordpress.com&amp;blog=22088323&amp;post=108&amp;subd=guerredelcaos&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Risveglio</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Nov 2011 14:18:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>guerredelcaos</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>All&#8217;improvviso,con uno scatto di reni, come una molla o una bambola impazzita, ansimante e con gli occhi sbarrati,mi ritrovo seduta.</p>
<p>I miei polmoni cercano l&#8217;aria, come se avessi trattenuto il fiato per un tempo interminabile. Finalmente un profondo respiro ed il mio torace si riempie.</p>
<p>&#8220;Dove?&#8230;cosa?&#8221; Quella che voleva essere un&#8217;esclamazione, risulta poco più di un sussurro. Ho la gola riarsa, le labbra screpolate. Una sensazione di gelo avvolge il mio corpo, che è intorpidito ed indolenzito come non mai. Guardo le mie mani. Indosso i guanti, che sembrano malconci e sporchi. Ne sfilo uno: le unghie sono spezzate. Mi guardo intorno. &#8220;Sono sveglia?&#8221;  Pongo a me stessa questa domanda, con esitazione, perchè sento affiorare dei ricordi, che hanno i contorni sfumati di un incubo.</p>
<p>Chiudo gli occhi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E si affollano nella mia mente una miriade d&#8217;immagini, suoni, rumori. Ricordo visi concentrati, scambi d&#8217;opinione,sguardi sconcertati. Ricordo lo smarrimento. Ricordo una bilancia, imponente ed inquietante al tempo stesso.Ricordo la frenesia nel preparare pozioni, antidoti,misture. Ricordo il dolore, le grida, le incitazioni,la speranza,il coraggio,l&#8217;inquietudine,il sacrificio. Ma anche e soprattutto devastazione e morte. Ricordo la perdita di un ricordo&#8230;Cerco di afferrarlo e se dapprima intravedo i contorni sfumati di una figura femminile che affondano lontani, via via l&#8217;immagine si fa sempre più nitida. Ricordo la corruzione. Tanta. Troppa. Da far girar la testa, da voltastomaco.</p>
<p>Ed è a questo punto che un&#8217;immagine affiora decisa nella mia mente. Un demone. Avevo ricevuto un compito,una sfida. Ardua. Per vivere o morire. Ecco come sono finita di fronte a lui. E&#8217; inquietante. Grottesco. Ma così vero e reale. Lo guardo. &#8220;Sveva&#8230;.&#8221; mi appella. Sono sbalordita. Conosce il mio nome. &#8220;Sveva&#8230;&#8221; nonostante la sua figura imponente la voce è bassa, quasi lieve e delicata. &#8220;Sveva&#8230;hai trovato il coraggio di avvicinarti, finalmente. Troverai quello per rimanere?&#8221; &#8220;Perchè dovrei?&#8221; lo interrogo con fare bellicoso. &#8220;Perchè non sono quello che pensi&#8230;Non sono morte e dolore.Quelli li provocano le persone con le loro azioni.</p>
<p>Io sono al di sopra di tutto questo. E posso aiutarti, posso esaudire i desideri profondi. Posso offrirti la sapienza sconfinata dell&#8217; Ars Alchemica. Non avrai alcuna incertezza. Ogni tuo esperimento avrà risultati inimmaginabili. Non dovrai più provare nulla. E nulla sarà più messo in discussione. Insegnerai, senza sforzo alcuno&#8221;. Per lunghi momenti ci osserviamo. Il suo discorso, però, non fa presa nel mio cuore.</p>
<p>&#8220;Il sapere che descrivi è sterile, vuoto, privo di significato. La conoscenza senza la volontà d&#8217;imparare sulla propria pelle e dagli altri, è arida e vana. Ciò che insegnerei,a questo punto,ogni alchimista potrebbe apprenderlo semplicemente leggendo i tomi adeguati&#8221;. Mentalmente ringrazio il mio impareggiabile Mentore per aver avvalorato con le sue parole e comportamenti, questo mio pensiero. E&#8217; inutile rimanere ancora quì. La sfida è terminata. Però mentre sto per allontanarmi&#8230;ancora quella voce. &#8220;Sveva&#8230;.&#8221; il suo tono, adesso, è molto più suadente e mellifluo, s&#8217;insinua delicatamente. &#8220;Sveva&#8230;ed Eron? Non hai pensato a lui?&#8221; Alzo la testa di scatto. Sento la rabbia montarmi dentro.</p>
<p>&#8220;Cosa c&#8217;entra Eron adesso?&#8221; rispondo piena di sdegno &#8220;Lascia che riposi in pace, ora!E&#8217; morto!&#8221;. Mi volto e mi allontano di qualche passo, quando la sua voce mi raggiunge nuovamente. &#8220;Ne sei sicura, Sveva?&#8221; Mi paralizzo all&#8217;istante. &#8220;Sei proprio sicura che lui non è più?O che io non possa riportarlo in vita?&#8221; Le sue parole sono un pugno nel mio stomaco e sento che mi manca il respiro. La rabbia si sgonfia totalmente dentro di me. &#8220;Per favore&#8230;.&#8221; ma nessun suono esce dalle mie labbra e non so se, nella mia mente, questa sia un&#8217;implorazione a smettere o proseguire. &#8220;Potrei riportarlo in vita, riportarlo a Roccanera,nell&#8217;Ordine&#8230;con voi tutti. E sarà ancora più bello. Lo sai, vero?Ricordi quant&#8217;è emozionante reincontrarsi dopo tanto tempo?&#8221; &#8220;Oh&#8230;Ti prego&#8230;Questo no&#8230;Buon Harald, ti prego&#8230;non mi porre di fronte a questa scelta!&#8221; nella mia mente la supplica si alza.</p>
<p>Ma imperterrito, il demone prosegue.  Interiormente tremo e comincio a vacillare. &#8220;Allora, Sveva? Te la senti di rinunciare a lui ancora una volta?E non pensi all&#8217;Ordine e all&#8217;Enclave?Si rialzerebbero senza fatica, lo sai bene&#8230;&#8221; Mi mordo le labbra. Mi sento dilaniata come non mai. Le gambe sono di piombo, non riesco a smuoverle. E&#8217; a questo punto che una vocetta infantile emerge nei miei pensieri e mi riscuote. &#8221;&#8230;purtroppo&#8230;purtroppo non v&#8217;è colore sufficiente per fare nulla, se non onorarne la vita e la morte&#8230;C&#8217;è solo una cosa: fare ciò che avrebbe voluto da ognuno di noi. Glielo dobbiamo&#8221;.</p>
<p>Rialzo le spalle. E comincio ad allontanarmi. Passo dopo passo. E dopo il primo, il secondo sembra essere più leggero.E così via via&#8230; Raggiungo gli altri. Continuo a lottare. Riapro gli occhi. La fronte imperlata di sudore. E mentre cerco di capire dove sono finita e comincio a intravedere qualche volto familiare, una consapevolezza agghiacciante si fa strada e grava sul mio cuore come un macigno. Il Caos. Nonostante tutto. Il Caos ha vinto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align:right;">(Ileana D.)</p>
<p><span style="font-family:Tahoma;"><br />
</span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>La leggenda dell&#8217;occhio della Fenice</title>
		<link>http://guerredelcaos.wordpress.com/2011/10/07/la-leggenda-dellocchio-della-fenice/</link>
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		<pubDate>Fri, 07 Oct 2011 07:06:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>guerredelcaos</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[“&#8230;e quando luna e sole si baciarono per la prima volta nacque la Fenice. Essa è Harald, come Egli è  perpetua luce. E quando i portali eterni si apriranno ancora, i mortali degni conosceranno la via della salvezza e la Fenice risorgerà dalle sue ceneri illuminando il loro cammino. Se la Fenice non rinascerà,  carestia [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=guerredelcaos.wordpress.com&amp;blog=22088323&amp;post=97&amp;subd=guerredelcaos&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>“&#8230;e quando luna e sole si baciarono per la prima volta nacque la Fenice. Essa è Harald, come Egli è  perpetua luce. E quando i portali eterni si apriranno ancora, i mortali degni conosceranno la via della salvezza e la Fenice risorgerà dalle sue ceneri illuminando il loro cammino. Se la Fenice non rinascerà,  carestia e siccità siederanno sul trono di ferro&#8230;</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>&#8230;I mortali degni non trovarono la luce, perchè i loro occhi erano così ciechi, i cuori freddi e le loro vite così spente. Ma la fenice risorse ancora, violando le leggi della natura delle cose, perchè Harald è l&#8217;Alfa e l&#8217;Omega e la sua fiamma purificatrice arse i cuori dei mortali riscaldandoli per portarli alla vittoria. Ma quei mortali caddero vittime della corruzione e dell&#8217;inganno e la fenice appena risorta fu lesa dagli Imperatori del Caos e tornò cenere. In segno di quella violazione Ella perse l&#8217;occhio sinistro e la bilancia della vita pendette ancora verso il Caos . Da quelle terre di nessuno, l&#8217;oblio invase l&#8217;impero e fu solo Caos&#8230; </em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>&#8230;Quando l&#8217;occhio della Fenice sarà rinvenuto da un mortale con il cuore puro,  la crociata della luce  tornerà a marciare su queste terre&#8230;</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>&#8230;l&#8217;occhio è stato rinvenuto ed è stato incastonato in una collana d&#8217;oro. L&#8217;uomo che l&#8217;ha ritrovato è morto poche lune dopo. La corruzione dell&#8217;animo e la cupidigia si nutrono ancora di questo mondo cosi come la fenice si è nutrita della sua vita,  il suo cuore non era puro. </em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>&#8230;So dov&#8217;è l&#8217;occhio e l&#8217;ho sempre saputo, ma  questo mondo non è pronto al ritorno della fenice, pare che si sia inchinato alla tirannia e alla schiavitù&#8230; </em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>…Chiunque dal cuore impuro rinvenga  l&#8217;occhio, si spegnerà come una fiamma priva d&#8217;aria; la fiamma purificatrice benedirà la sua anima, ma il suo corpo diventerà cenere.</em></p>
<p><em>Molti saranno i cercatori, ma le stelle hanno già tessuto il fato. Ogni destino è  stato già scritto e non sta a me rivelare altro&#8230; </em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>&#8230;Siederà sul trono di ferro e guiderà la legione di Harald nel buio; esilierà il caos da queste terre e poi come ogni mortale diverrà cenere. E proprio come la Fenice ,risorgerà per ascendere al regno degli Immortali.”</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Stralci dai diari di Germano Filatopo, noto mago divinatore e indovino prima, stregone, eretico e millantatore poi, arso al rogo l&#8217;A.I. 1011; Biblioteca del Tribunale Inquisitorio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Daniele Notaristefano (Eddie)</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/guerredelcaos.wordpress.com/97/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/guerredelcaos.wordpress.com/97/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/guerredelcaos.wordpress.com/97/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/guerredelcaos.wordpress.com/97/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/guerredelcaos.wordpress.com/97/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/guerredelcaos.wordpress.com/97/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/guerredelcaos.wordpress.com/97/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/guerredelcaos.wordpress.com/97/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/guerredelcaos.wordpress.com/97/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/guerredelcaos.wordpress.com/97/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/guerredelcaos.wordpress.com/97/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/guerredelcaos.wordpress.com/97/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/guerredelcaos.wordpress.com/97/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/guerredelcaos.wordpress.com/97/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=guerredelcaos.wordpress.com&amp;blog=22088323&amp;post=97&amp;subd=guerredelcaos&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Redemption?</title>
		<link>http://guerredelcaos.wordpress.com/2011/09/23/redemption/</link>
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		<pubDate>Fri, 23 Sep 2011 15:51:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>guerredelcaos</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[(Si consiglia questo sottofondo: http://www.youtube.com/watch?v=s7ICtdiRW3k ) Beatissimo Padre, Mi piacerebbe scrivere tale lettera con l&#8217;assoluta coscienza delle facoltà per cui m&#8217;è stata affidata la Santa Missione, ma dopo ciò che ho passato e fa sobbalzare il mio core al sol rammento,non sono più convinto di saper distinguere incubo e realtà. Nel lande ove la speranza [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=guerredelcaos.wordpress.com&amp;blog=22088323&amp;post=95&amp;subd=guerredelcaos&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>(Si consiglia questo sottofondo: http://www.youtube.com/watch?v=s7ICtdiRW3k )</p>
<p>Beatissimo Padre,<br />
Mi piacerebbe scrivere tale lettera con l&#8217;assoluta coscienza delle facoltà per cui m&#8217;è stata affidata la Santa Missione, ma dopo ciò che ho passato e fa sobbalzare il mio core al sol rammento,non sono più convinto di saper distinguere incubo e realtà.</p>
<p>Nel lande ove la speranza è un fiore assai raro, le ombre si son fatte sempre più forti e cupe. Assordante, nonché dolorosa, è risultata la sconfitta. Le nostra fondamenta si sono mostrate troppo deboli per sobbarcare il peso dell&#8217;inganno, della persuasione e, in ultima istanza, della corruzione. La nostra fortezza di fede non ha retto ai colpi bassi del Caos e per questo fallimento affido a chi di dovere il mio voto di penitenza per far ammenda dei miei peccati e ritrovare la purezza perduta. Ma, come ben so in cuor mio, la penitenza non sarà sufficiente: l&#8217;unico modo per scacciare ogni ombra e corruzione, sarà sobbarcarsi personalmente l&#8217;ardua missione: Il Caos, che si sia ancora in un Incubo senza fine o nelle lontane vie Alteane, verrà scacciato ed estirpato da una fortezza assai più solita, cementata da cuori puri e forti che hanno mostrato fermezza anche nei momenti ove la voce più forte tace intimorita. Dalle ceneri della sconfitta sorgerà quindi un nuovo, più solito, baluardo del Bene. </p>
<p>Io crederei, Beatissimo Padre, che a rimunerare in qualche modo la fede ardente d&#8217;un gregge smarrito e sconsolato, V.S. dovesse avere la benignità di conferire al valente Henrich Kemmler. Basta che in questi paesi si senta il suo nome perché gli eretici tremino da capo a piedi. Il suo costume è di andare per le corti spacciando in un sol colpo i più arrabbiati. Quanti gliene capitano nelle mani, costringe a professare la nostra fede con la formula ingiunta da V.S. Se ricusano, li fa battere ben bene mentre che si accende il rogo.<br />
Quindi interrogati se si sien pentiti ed ascoltato che no, conchiude: &#8220;O credi o muori&#8221;. Li mettono ad ardere a fuoco lento per dare loro tempo di pentirsi, e di meritare l&#8217;eterno perdono.<br />
Alcuno di questi miserabili, benché assai raramente, sullo spirare ha dato segni di ritrattazione e di orrore della morte che meritamente subiva; ed io mi consolavo nel Signore osservando quegli atti che potevano essere indizio di pentimento. Quando più essi si dibattevano tanto più noi godevamo nella speranza che quelle brevi pene fruttassero loro il gaudio eterno, dove speriamo di trovarli salvi oltre i sacri cancelli quando al Signore piacerà di chiamarci agli eterni riposi.<br />
Intorno poi agli altri che furono sedotti, e perciò meno rei, non si costuma di condannarli subito, ma per esercitare con essi quella carità che il nostro Salvatore comanda, da principio si risparmia loro la vita ed invece si adoprano alcuni tormenti i quali per quanto siano gravi alla carne, sono infinitamente più lievi degli altri riserbati allo spirito nelle fiamme eterne. Si adoprano rotelle, eculei, letti di ferro, stirature, tenaglie ed altre simili mortificazioni del corpo, che secondo la legge del nostro Signor dev&#8217;essere macerato in terra per averlo glorioso nella vita eterna.</p>
<p>In quelle lande desolate, ho tentato si seguire l&#8217;audace esempio, facendomi strada con forza nei cuori tremanti. Dai risultati riscontrati, appare chiaro che la strada che conduce al perseguimento di una così marcata ed efficace via di redenzione è assai lunga e irta di ostacoli. Ma vi riuscirò, Beatissimo Padre, costi quel che costi. In altra mia mi farò un dovere di rallegrare il cuore della Santità Vostra, con più minuta narrazione di questa opera che il Signore si compiace di fare per nostro mezzo. Intanto, prostrato al sacro piede della S.V., imploro per me e per questi miei compagni la benedizione e mi dichiaro della S.V. Re dei Re e Pastore dei Pastori, l&#8217;ultimo dei servi e figli.</p>
<p>Che Harald ci guidi e protegga in questi tempi, sempre più bui.<br />
Mikhael Atash</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/guerredelcaos.wordpress.com/95/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/guerredelcaos.wordpress.com/95/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/guerredelcaos.wordpress.com/95/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/guerredelcaos.wordpress.com/95/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/guerredelcaos.wordpress.com/95/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/guerredelcaos.wordpress.com/95/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/guerredelcaos.wordpress.com/95/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/guerredelcaos.wordpress.com/95/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/guerredelcaos.wordpress.com/95/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/guerredelcaos.wordpress.com/95/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/guerredelcaos.wordpress.com/95/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/guerredelcaos.wordpress.com/95/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/guerredelcaos.wordpress.com/95/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/guerredelcaos.wordpress.com/95/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=guerredelcaos.wordpress.com&amp;blog=22088323&amp;post=95&amp;subd=guerredelcaos&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Rebirth</title>
		<link>http://guerredelcaos.wordpress.com/2011/09/20/cronache-di-una-rinascita/</link>
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		<pubDate>Tue, 20 Sep 2011 10:10:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>guerredelcaos</dc:creator>
				<category><![CDATA[fantasy]]></category>
		<category><![CDATA[grv]]></category>
		<category><![CDATA[guerre del caos]]></category>
		<category><![CDATA[Racconti]]></category>

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		<description><![CDATA[(Si consiglia questo sottofondo durante la lettura.) Sono qui. Perché sono qui? Mi trovo su una distesa d’erba secca. In un luogo che, da tre giorni, chiamiamo Lande dell’ Oblio. Pomeriggio. Il sole sta tramontando dietro i monti che circondano quello che dovrebbe essere la piana del nostro sogno. Come accompagnamento sonoro, urla. Acute, grevi, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=guerredelcaos.wordpress.com&amp;blog=22088323&amp;post=86&amp;subd=guerredelcaos&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>(Si consiglia <a title="questo sottofondo" href="http://www.youtube.com/watch?v=y5yhUU3X71U" target="_blank">questo sottofondo</a> durante la lettura.)</p>
<p>Sono qui.<br />
Perché sono qui?</p>
<p>Mi trovo su una distesa d’erba secca. In un luogo che, da tre giorni, chiamiamo Lande dell’ Oblio.<br />
Pomeriggio. Il sole sta tramontando dietro i monti che circondano quello che dovrebbe essere la piana del nostro sogno. Come accompagnamento sonoro, urla. Acute, grevi, strazianti. Squarciano il silenzio come un coltello affilato su un panno di lino. Urla terribili. Di dolore. E sangue. Tanto sangue. E’ sparso ovunque su questa piana maledetta dagli Immortali e dai quattro Dèi del Caos.</p>
<p>Dinanzi a me, i miei compagni.<br />
E i miei colleghi Ingegneri.<br />
E demoni. Un esercito demoniaco capitanato dalla ributtante figura del Massacratore dai tratti bestiali e dalla pelle porpora. I miei compagni muoiono. Vengono dilaniati, squartati, dissacrati. Le viscere vengono strappate a crudo dalle loro carni molli e sporche. Le loro teste rotolano lontane dai loro colli. I loro arti vengono spezzati. Uno ad uno. Lentamente. I loro nervi recisi. Tirati. E urlano. Urlano fino a scoppiare. Fino alla loro morte.</p>
<p>Sono paralizzata. Non riesco a muovermi. Vorrei fare qualcosa ma i miei muscoli non rispondono al mio volere. Mi volto. Vedo il nuovo prete e il pirata che, piuttosto che morire per mano dei demoni, preferiscono purificarsi con il fuoco generato da loro stessi. Si abbracciano. Prendono fuoco insieme. In quell’istante, mentre muoiono insieme, percepisco l’odore del pirata. Forse il fuoco è l’emanazione del suo potere magico che, lentamente, si è risvegliato.</p>
<p>Il pirata si chiamava Areon.<br />
Avevamo qualcosa in comune. Un comune modo di vedere il mondo per quello che è. Lo sentivo vicino a me. Era come se avessi trovato qualcuno che, finalmente, potesse riuscire a capirmi. Mi ha confidato la sua storia e io gli ho confidato la mia. C’era sintonia. Il suo carattere disturbato mi affascinava. E ora, davanti alla sua fine, so il perché. Areon non fingeva di essere sano. Non fingeva che tutto andasse bene. Sentiva qualcosa di malvagio e lo manifestava apertamente. Lo disturbava. E non si nascondeva dietro una maschera di finto coraggio. Mostrava il suo disturbo, a tutti. Era vero. Puro. Reale.</p>
<p>Invece il nuovo prete, Mikhael, non mi è mai piaciuto. E’ odioso.<br />
In cuor mio sono contenta che muoia.</p>
<p>Alle mie spalle arriva un corrotto. Mi colpisce due volte con la sua spada. Dolore. Crollo per terra. Sento il sapore del ferro. Vomito. Vedo uscire sangue dalla mia bocca. Alzo lo sguardo, la vista annebbiata. Intravedo la figura di una demone. Mi guarda, io tendo la mano verso di lei. Si avvicina a me. Era bella.<br />
“Vuoi vivere o morire, Fiamma?”, mi chiede.<br />
Io non so rispondere.</p>
<p>Torno indietro nel tempo.<br />
Indietro, fino a quando non arrivo con la mente al momento in cui mi trovo davanti al mio sogno distrutto.</p>
<p>Sono al centro dell’arena, dinanzi al famoso Golem di Guglielmoni. L’avevo finalmente trovato. Quella meravigliosa macchina inventata dal geniale Marco Guglielmoni era stata, in qualche modo, riportata in quelle dannate Lande. Per me. Dentro di me lo sapevo. Lo speravo. L’avevo visto in azione pochi minuti prima. Il mio cuore era gonfio di gioia. Sentivo di avere tutto. Con quale metodo si poteva attivare un costrutto meccanico completamente automatizzato? Dovevo studiarlo. Dovevo impadronirmene. Era mio. Era stato messo lì apposta per me, per noi Ingegneri. Non potevo lasciarmelo sfuggire. Ho ricevuto il permesso dal Maestro per studiarlo personalmente. E ho rischiato la vita per arrivare nella medesima stanza della meravigliosa creatura. Nessuno mi avrebbe portata via da lì, ora che l’avevo visto. Nessuno.</p>
<p>Ma è stato un attimo. Solo un attimo. C’era voluto un misero istante per farmi portar via tutto ciò a cui tenevo. Tutto ciò per cui ero lì. I miei scopi. I miei desideri. Tutto.</p>
<p>Il Golem solleva un braccio, nonostante l’abbia pregato di fermarsi. Lo abbassa su di me. Mi colpisce violentemente il braccio sinistro. Mi manca il respiro. Vedo bianco ovunque. Ho sentito un “crack”, poi un dolore lancinante. Fitte per tutto il corpo, come se fossi stata punta da milioni di spille roventi. Ma non mi importava. Era lì, la mia meravigliosa creatura. Poteva farmi di tutto. L’amavo. Ero incantata da quell’essere. Completamente inebriata dalla sua architettura. Persa nella complessità dei legami dei suoi ingranaggi sempre in movimento. Non mi interessava più di nulla. Nulla di Harald e degli Immortali, della Chiesa e dei loro stupidi dogmi. Nulla del Caos, della minaccia avanzante, dei demoni e del pericolo di non ritornare più nel mondo reale. Avevo dinanzi a me tutto ciò che potevo desiderare. Potevano morire tutti, io ero felice.</p>
<p>Il Golem mi colpisce di nuovo. Stavolta mi sferra un pugno nello stomaco. Io non riesco a muovermi.<br />
Cado per terra, sbatto la testa, perdo i sensi. Prima bianco, ora nero. Nel buio, sento che vengo sollevata di peso e trasportata altrove. Il suono meccanico degli ingranaggi si fa lievemente più distante. Vengo posata malamente per terra. Il terreno mi entra in bocca. Sento l’odore di Areon. Il suo calore.<br />
“Fiamma! Non mollare, resisti!”</p>
<p>Voci di persone che entrano e gridano spaventate dinanzi al Golem. La voce di Aiace, entusiasta quanto me.<br />
“Non toccate nulla di quel costrutto!”, supplica.<br />
Ma i fedeli di Harald più sono tali e più sono stupidi.<br />
Un ordine di distruzione immediata del mio Golem.<br />
La voce imperiosa e insopportabile di padre Mikhael. E dopo segue la voce del nano Dwalin che urla: “Muori, maledetta creatura!”<br />
E rumori di colpi molto forti contro il sacro metallo del marchingegno da noi Ingegneri tanto bramato. Posso immaginare, nel buio nel quale sono immersa, i suoi bellissimi arti andare in frantumi. Schegge di ferro che volano ovunque. Il tronco del Golem che si accascia al suolo. Il suo tonfo, la sua caduta. Perde i pezzi. Si spegne. Come me.<br />
“No.. no!”, urla Aiace.<br />
No… no…<br />
I miei pensieri gli fanno da eco.<br />
Una lacrima. Calda. La sento scorrere sul mio viso. E’ la mia. Mi bruciano gli occhi, nonostante li tenga ancora chiusi. Il dolore si fa sempre più lontano. Sento che qualcuno mi sta curando. Ho odiato quei minuti di impotenza, lontana dal mio sogno e dagli idioti che lo stavano disintegrando. Stavano massacrando il mio Golem e io non potevo fare nulla per fermarli. Nulla. Un dolore più grande mi stringe la gola.<br />
Si chiama disperazione.</p>
<p>Vengo curata in malo modo. Non posso più muovere il braccio.<br />
Quando riapro gli occhi, vedo Areon accanto a me. Anche lui riposa. E’ stanco.<br />
I miei colleghi… non li vedo più.<br />
Abbasso lo sguardo ai miei piedi. Diletta dorme. E’ stata colpita. Sta riposando anche lei, bendata in modo grezzo e rude. Silvanus è sparito. La mia piccola Deli… che le hanno fatto? Che le abbiamo fatto?</p>
<p>Mi rialzo. Mi fa male tutto. Ogni fibra del mio corpo.<br />
Zoppicando, mi avvio verso l’arena. Mi rendo conto di essere in un corridoio stretto e lungo. Supero Dante e Lazzero che per fortuna stanno bene. Arrivo. La luce del sole mi colpisce. Devo metterci un po’ di tempo per riabituare la mia vista. Mi guardo attorno: ancora morti, feriti, curatori che corrono da una parte all’altra, i sopravvissuti che bevono faticosamente acqua.<br />
Ai miei piedi c’è Aiace.<br />
Mi avvicino.<br />
Mi inginocchio dinanzi a lui.<br />
Lo accarezzo.<br />
E’ freddo.</p>
<p>Sollevo di poco lo sguardo da lui. Rimango paralizzata. Il Golem, proprio davanti a me, è stato distrutto. Il complicato meccanismo che lo animava è andato in frantumi. Cerco Dwalin. Lo vedo che si sta riposando con il martello in mano.<br />
Vorrei ucciderlo. Vorrei avere la forza di strappargli dalle mani quel fottuto martello e spaccarglielo in testa fino a scoprire il suo cranio e quel poco di cervella che ha sempre avuto. Vorrei vederlo vomitare sangue e macchiargli l’orrenda e puzzolente barba da nano. Lo odio. Ha distrutto i miei sogni. Ha distrutto tutto in preda ad una paura insensata.</p>
<p>Mi avvicino al Golem. Lo guardo. A lungo.<br />
E’ completamente perduto.<br />
Come la mia anima.<br />
“Il mio Golem…”<br />
Mi viene da piangere.<br />
“… hanno distrutto il mio Golem…”<br />
Mi accascio sulle ginocchia. Le mani per terra. Poi sulla superficie ferrosa del tronco del meraviglioso costrutto. Inizio a singhiozzare. Non me ne frega più niente se gli altri mi guardano piangere. Ho chiuso con le buone maniere. Ho perso tutto. Mi hanno portato via tutto. Non ho più niente da proteggere. Niente per cui vale più la pena di essere lì, dove sono.<br />
Perché sono qui?<br />
Dove sono?<br />
“E’ finita… è tutto finito…”</p>
<p>E’ finita…<br />
“Credi?”<br />
Nonostante non abbia parlato, la demone sembra avermi capita comunque.<br />
E&#8217; di nuovo davanti a me. Sono di nuovo nel presente.<br />
“Lo credi davvero, Fiamma?”<br />
Non riuscivo più a parlare da quando il Massacratore mi aveva strappato le corde vocali con una forza inaudita, uccidendomi all’istante. Ero ritornata alla vita solo perché Alaundo mi aveva concesso la grazia di una nuova possibilità di riscatto. Senza il dono della parola ma di nuovo in vita. Ma io non lo volevo. Io volevo altro. Il Golem. Volevo il Golem. La sua sagoma era impressa nella mia mente. Il suono dei suoi ingranaggi meccanici sprigionato ad ogni movimento martellava nella mia testa.<br />
Guardo oltre la demone. Erano tutti morti. Tutti nelle loro pozze di sangue. Odore di carne putrefatta e di sangue rappreso. Mi viene la nausea. Voglio vomitare di nuovo ma non ho più niente da espellere.<br />
Voglio morire e non tornare più alla vita.<br />
“E lasciare che le cose finiscano così? Ne sei davvero sicura?”<br />
La guardo. Sgrano gli occhi. E&#8217; come se riesca ad intendere i miei pensieri.<br />
Abbasso lo sguardo.<br />
Io… non lo so.<br />
“Guardati attorno.”<br />
Lo faccio. Nulla di vivo attorno a me. Se non l’esercito di demoni. E Diletta. Diletta non era stata toccata!<br />
“Lei è una di noi. Ecco perché è salva.”<br />
E Areon? E Aiace, Dante, Lazzero, Selvaggia, Minuil, Frippi, Silvanus..?<br />
Vedo due corpi carbonizzati. Riconosco le vesti arancio del pirata sopra la figura del prete.<br />
No…<br />
“Non ritorneranno più.”<br />
Stringo i pugni. Mi sento le forze venir meno.<br />
“Ti interessa davvero così tanto?”<br />
E tutti gli altri?<br />
“Morti. Tranne i tuoi fratelli. Sai perché.”<br />
Lo so davvero?<br />
Non ho più niente. Sono sola. E&#8217; finita. Finita…<br />
“Non è vero. E lo sai. Ci piaci, Fiamma. Vogliamo concederti il beneficio della scelta.”<br />
So già cosa mi doveva chiedere. So già anche la mia risposta. Ma attendo ugualmente. Per divertimento. Per gusto. Perché ormai sento di non aver più nulla da perdere.<br />
“Noi sappiamo cosa vuoi. Tu desideri la conoscenza. Per te la conoscenza è il potere, è vita. Schierati dalla nostra parte, Ingegner De Rubeis. E ti doneremo la vita. Non quella che ti ha donato fino ad ora Alaundo, quella che muove le tue carni e basta. Noi ti offriamo la vita che desideri, quella vera. Ti daremo la conoscenza. Avrai il potere che hai sempre sognato di avere e che la stolta Chiesa si è sempre rifiutata di riconoscerti. Avrai la conoscenza che hai sempre desiderato. Nessun limite. Nessun dogma. Solo tu e la tua mente. Una cosa sola.”<br />
Con un ampio gesto del braccio, porta la mia attenzione al panorama alle sue spalle.<br />
Morti. Sudore. Sangue. Membra. Arti sparsi. Toraci trafitti. E Diletta che cammina tranquilla macchiandosi le sue scarpe di sangue e fango. Sorride. Un sorriso sinistro, disturbato. Non l’ho mai vista così.<br />
Puzza di stantìo. Nessuna traccia dei miei colleghi.<br />
Deli…<br />
“Noi abbiamo già vinto. I fedeli del falso Immortale sono tutti morti. Tutti. Hanno già scelto la loro via, ed essa li ha portati alla loro fine. Tu puoi ancora scegliere. Cosa desideri, Fiamma? La morte assieme al resto dei fedeli di Harald o la vita con il Caos? Vuoi pascolare insieme a quelle pecore in attesa di essere mangiate dal lupo purpureo o vuoi vivere da predatrice? Devi solo recitare nel tuo cuore che vuoi vivere. Che vuoi votarti al nostro signore Slaanesh, il Rivelatore. In cambio avrai tutta la conoscenza che desideri. Nessuno ti potrà più fermare. Nessuno.”<br />
Nessuno?<br />
No.<br />
Non mi interessa la sola conoscenza.<br />
Non mi interessa la sola vita.<br />
Io voglio continuare ad inventare.<br />
La scienza è la mia vita. E il progresso. Il mio.<br />
Non Harald. Non il Caos. Quelle sono fandonie. Influenze metafisiche di un mondo già corrotto da chi lo popola. Siamo noi, il vero Caos. Siamo solo noi.<br />
Io voglio il Golem.<br />
Voglio il Golem.<br />
“… e lo avrai.”, mi dice la demonessa.<br />
La guardo. Gli occhi lucidi dal dolore, dal sudore, dalla luce troppo forte.<br />
“Ne costruirai uno tutto per te. Ti daremo i mezzi per farlo. Sarà tuo. Ti fonderai con lui. E nessuno te lo porterà più via. Sarà la tua creatura. Per l’eternità.”<br />
Sento formicolarmi le braccia. Chiudo gli occhi.</p>
<p>Sono di nuovo nel passato, davanti al Golem distrutto.<br />
Sono di nuovo a terra, le mani poggiate sulla superficie di ferro mentre piango la mia inconsolabile perdita. Sento un eco lontano: le parole di padre Mikhael intente nel formulare l’ennesima predica. Non mi giungono. Non le sento mie. Non mi interessano, lo lascio parlare per non avere grane ma nel mio cuore penso che sia un uomo molto stupido e che dice cose stupide.</p>
<p>Sono di nuovo seduta sull’erba con Diletta e Dante al mio fianco.<br />
Sento di nuovo la voce atona di mia sorella.<br />
“Gli altri sono cattivi – dice con innocenza – Non ci apprezzano, non ci aiutano, non ci stimano. Sono stupidi. Gli stupidi non meritano di essere aiutati.”<br />
Sento che Dante carica la sua pistola. Guarda Diletta. So già cosa vuole fare ma non ho la forza di fermarlo. Fra poco gliela punterà in gola e premerà il grilletto. E io non mi muovo.</p>
<p>Sono davanti al Patriarca, in taverna.<br />
“Non mi ascoltano – dice il vecchio – E io ora sono impotente, ho rinunciato a tutti i miei poteri, a tutti i miei titoli nobiliari. Ora sono un semplice vecchio. Più che aiutarli con i miei umili consigli, non posso far null’ altro. Il loro cammino devono costruirselo da soli.”<br />
Guardo l’esile vecchio privo dei suoi anelli e penso che sia un uomo molto saggio.<br />
Rifletto su quanto appariamo come un branco di inette pecore che non sanno collaborare tra loro. O non vogliono farlo.</p>
<p>Sento l’odore di bruciato di Areon.<br />
Sento il mio odio pulsare nelle mie vene.<br />
Sento la rabbia che vorrei sfogare sull’ odioso padre Mikhael o su quel bastardo di Dwalin Gemmanera.<br />
Sento la disperazione che ho provato nel non avere più niente.<br />
Sento la gioia che ho provato davanti al Golem animato.<br />
La sensazione di avere tutto.<br />
La sensazione di completezza.<br />
Completezza. Consapevolezza.<br />
Non desidero più nient’altro.</p>
<p>“Ecco. E’ quello il tuo vero cuore.”</p>
<p>Apro gli occhi.<br />
Guardo la demone che a sua volta guarda me. Mi raccoglie da terra. Io la lascio fare.<br />
Mi porta davanti al suo signore. Il Massacratore: mostruoso, spaventosamente forte. Potente. Vivo.<br />
Sento i miei vestiti bagnati. Sanguino. Le forze mi stanno per abbandonare del tutto.<br />
La voce della demone che dice al suo padrone: “Lei vuole diventare una di noi. Marchiatela.”<br />
Il Massacratore mi scruta. Io non mi muovo.<br />
Il suo sguardo pieno d’odio incontra il mio, disperato e perso. Eppure non più spaventato.<br />
“Vieni”, mi ordina.<br />
La demone mi spinge dinanzi a lui. Cado in ginocchio. Non abbasso mai lo sguardo da lui. Non ci riesco.<br />
Il braccio del Signore Oscuro si allunga, la sua mano si posa sulla mia fronte.<br />
E la sento bruciare.<br />
Un bruciore lancinante.<br />
Apro la bocca per urlare, dimentica di essere muta, ma non mi esce alcun suono.<br />
Cado in un abisso buio e profondo mentre fuochi neri mi divorano.<br />
Agonia estrema. Il tempo smette di esistere. La luce svanisce. Non ritornerà più, già lo so.</p>
<p>Rabbia odio disprezzo rancore fastidio insofferenza tristezza vuoto depressione intolleranza vendetta.<br />
Vendetta, vendetta, vendetta.<br />
Vendetta nei confronti della Chiesa che si è sempre dimostrata bigotta dinanzi alla Scienza.<br />
Vendetta nei confronti di Harald che non ha mai fatto nulla per me.<br />
Vendetta nei confronti dei dogmi menzogneri con cui siamo stati costretti a crescere.<br />
Vendetta nei confronti del Concilio dei Docenti della nostra Scuola di Ingegneria Imperiale di Miragliano che, un anno prima, ci ha cacciato dalla sede perché troppo intimoriti dal nostro operato. E ironicamente troppo restia e troppo eticamente imbrigliata nei confronti del progresso.<br />
Vendetta nei confronti dell’ Inquisizione che ha bruciato sul rogo un uomo di scienza come Eldon Firnafil.<br />
Vendetta nei miei confronti che l’ho lasciato fare.<br />
Vendetta nei confronti di chi vive nell’ombra della paura e dell’ignoranza.<br />
Vendetta nei confronti di chi non ha mai visto la luce. Quella vera.<br />
La luce della Sapienza. La luce della Verità.</p>
<p>Odio.<br />
Odio nei confronti di Padre Mikhael che ha lasciato che quel pazzo di Dwalin distruggesse il mio Golem.<br />
Odio nei confronti di chi si è dimostrato sempre ostile a noi Ingegneri. Di chi ci chiamava “quelli vestiti strano”, anziché “uomini di scienza”. Odio profondo, bruciante, intenso. Oscuro.</p>
<p>Dopo un’ eternità il mio tormento si placa.<br />
Ho freddo.<br />
Ma non ho più paura.<br />
La paura si fa via via sempre più piccola, sempre più insignificante.<br />
La paura viene completamente sostituita dalla consapevolezza.<br />
La consapevolezza mi fa risalire dal precipizio della follia.<br />
Le mie mani bruciano, avvolte in fiamme nere che non mi fanno più male.<br />
Le mie membra vanno a fuoco.<br />
La mia anima sussulta: è torbida, affamata.<br />
Nuove nozioni si formano all’interno della mia mente.<br />
E’ la conoscenza che ho sempre desiderato. Mi divora. Mi fa sua.</p>
<p>Respiro. L’aria torbida e satura di polveri entra nei miei polmoni.<br />
La puzza di putrefazione, di morte e di sangue rappreso non mi disgusta più. Anzi, mi piace. Mi inebria.<br />
Mi guardo attorno. Il mio nuovo mondo è distorto, ombroso, caotico. Non v’è più luce, solo ombre. Vedo mostri e orrende creature ovunque ma non le sento più mie nemiche. Le ombre sono mie alleate.<br />
Vedo le mie mani che bruciano ancora.<br />
Mi sento sporca, sbagliata, violata. Ma non me ne dispiaccio più. Anzi, mi sento appagata.<br />
Una volta che abbiamo toccato il fondo, non abbiamo più nulla da temere da nessuno.<br />
Mi sento più forte, più viva. A mio agio nel mio nuovo e mostruoso mondo.<br />
E quando il Signore Oscuro finisce di marchiarmi, io rinasco a nuova vita.<br />
Mi sento ridere. Mi è tornata la voce. Un ulteriore dono del mio nuovo Oscuro Signore.<br />
Raggiungo a passi lenti ma leggeri le demoni. Le mie nuove compagne.<br />
Esse mi accolgono. Mi abbracciano.<br />
“Benvenuta!”, mi dicono.<br />
Calpesto anche io pozze di sangue e fango.<br />
Poco lontano da me, Diletta mi guarda. Capisce. Mi sorride.<br />
Io le sorrido a mia volta, cingendo la vita della demone dai capelli blu e porgendo la mano alla Contessa di Lavteria che ora mi si rivela nella sua natura vampirica.<br />
Sono rinata.</p>
<p>Ecco perché sono qui.<br />
Una nuova, oscura Fiamma.<br />
Nel nome e nell’anima.</p>
<p style="text-align:right;">(di Flavia S.)</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/guerredelcaos.wordpress.com/86/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/guerredelcaos.wordpress.com/86/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/guerredelcaos.wordpress.com/86/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/guerredelcaos.wordpress.com/86/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/guerredelcaos.wordpress.com/86/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/guerredelcaos.wordpress.com/86/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/guerredelcaos.wordpress.com/86/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/guerredelcaos.wordpress.com/86/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/guerredelcaos.wordpress.com/86/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/guerredelcaos.wordpress.com/86/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/guerredelcaos.wordpress.com/86/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/guerredelcaos.wordpress.com/86/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/guerredelcaos.wordpress.com/86/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/guerredelcaos.wordpress.com/86/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=guerredelcaos.wordpress.com&amp;blog=22088323&amp;post=86&amp;subd=guerredelcaos&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>I racconti di Ser Hector de Bastonne &#8211; Parte prima</title>
		<link>http://guerredelcaos.wordpress.com/2011/07/28/i-racconti-di-ser-hector-de-bastonne-parte-prima/</link>
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		<pubDate>Thu, 28 Jul 2011 19:10:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>guerredelcaos</dc:creator>
				<category><![CDATA[fantasy]]></category>
		<category><![CDATA[guerre del caos]]></category>
		<category><![CDATA[Racconti]]></category>

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		<description><![CDATA[Ser Hector de Bastonne Fu Cavaliere Errante, della Cerca e della Spada. Brandì Leoncoeur, la leggendaria spada di Guile de Brionne. &#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212; “Quanto è sacrosanto lo preserverò, Quanto è sublime lo proteggerò, Quanto minaccia lo distruggerò. Poiché giusta ira non conoscerà confini.” &#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;- “…Poiché giusta ira non conoscerà confini.!!!”. Le urla dei ragazzini nel cortile [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=guerredelcaos.wordpress.com&amp;blog=22088323&amp;post=76&amp;subd=guerredelcaos&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><strong>Ser Hector de Bastonne </strong></p>
<p style="text-align:center;"><em><strong>Fu Cavaliere Errante, della Cerca e della Spada. Brandì Leoncoeur, la leggendaria spada di Guile de Brionne.</strong></em></p>
<p><a href="http://guerredelcaos.files.wordpress.com/2011/07/hector.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-79" title="Emblema di Ser Hector" src="http://guerredelcaos.files.wordpress.com/2011/07/hector.jpg?w=590" alt=""   /></a></p>
<p style="text-align:center;">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;</p>
<p style="text-align:center;"><em>“Quanto è sacrosanto lo preserverò,</em></p>
<p style="text-align:center;"><em>Quanto è sublime lo proteggerò, </em></p>
<p style="text-align:center;"><em>Quanto minaccia lo distruggerò. </em></p>
<p style="text-align:center;"><em>Poiché giusta ira non conoscerà confini.”</em></p>
<p style="text-align:center;">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</p>
<p><strong> “…Poiché giusta ira non conoscerà confini.!!!”</strong>. Le urla dei ragazzini nel cortile risuonavano acute all’inverosimile al culmine del giuramento cavalleresco. Era un magnifico pomeriggio in quel di Bastonne, una piccola contea ad Est da Lyonesse, benedetto dalla luce di Harald con la benevolenza della Pulzella.</p>
<p>Hector innalzò la sua spada di legno e la portò a contatto delle altre, impugnate dai compagni. Faticò un po visto che era il più basso, ma ci riuscì.</p>
<p><strong>“Bene!”</strong>. Esclamò Gaston quando riabbassarono le lame. <strong>”Lyonesse, Anno 207 dall’Incoronazione di Harald. I Sanguenero e i quattro minotauri del Caos marciano sulla piana della città. Io sarò l’Imperatore, Eric farà Gilles de Brionne e Ameliè sarà Freyr Aimer, Alfiere dell’Imperatore!”</strong>. Sancì con tono esaltante affibbiando il vago stendardo, costruito con legna secca e con stracci, ad Ameliè, già eccitata per il ruolo da recitare.</p>
<p><strong>“ E io?”</strong>. La voce uscì dalla bocca di Hector come se già si aspettasse una delusione dalla risposta. Gaston si voltò rapido verso di lui come se la domanda lo avesse offeso.</p>
<p><strong>“Tu sarai Gak-Gak. L’Hobgoblin comandante dell’orda. Come sempre”</strong>. Gaston si tratteneva a stento dal ridere mentre tornava a dire. <strong>“ È il ruolo che ti si addice di più, Hector.”</strong> Eric, suo cugino, non fu altrettanto resistente; la sua risata riecheggio tra gli spazi del giardino.</p>
<p>La faccia di Hector tradì la sua furia, e la sua voce fece lo stesso. <strong>“ Non è vero!”</strong>Urlò.<strong>” Io potrei interpretare un Cavaliere della Cerca. E poi Gilles non c’era in quella Battaglia. Lui ha combattuto ai tempi dell&#8217;Imperatore Harald!”</strong> Era determinato a tal punto da alzare la spada di legno e puntarla contro la faccia di Gaston. L’attimo dopo, alla luce dell’occhiata furiosa che Gaston gli lanciò, si rese conto di quanto avesse osato e la riabbassò. <strong>“ Eddai, per una volta lasciami stare dalla parte dei buoni. Eric sarebbe un minotauro perfetto.”</strong></p>
<p><strong>“È vero”</strong>. Annuì Gaston,ancora furioso per l’affronto subito, mentre gli si faceva incontro. <strong>“ Ma io preferisco uccidere i Goblin!” </strong>E la sua spada si abbatté sulla guancia di Hector come un lampo. Hector non riuscì a mantenere l’equilibrio e rovinò al suolo, la guancia in fiamme.</p>
<p><em>‘Perché sei un codardo.’</em> Pensò Hector, ma non lo disse. Si massaggiò la guancia e si rimise in piedi trattenendo le lacrime, ma non tenne lo sguardo basso. Incrocio quello di Gaston e lo sostenne in silenzio.</p>
<p><strong>“ Ora vai!”</strong> Ordinò Gaston indicando il fondo del giardino, che scendeva fino ad un muretto fatto di pietre dove l’esercito del Caos composto da bimbetti attendeva il suo Goblin comandante. “<strong>Aspetta fino a che non chiudiamo la porta del fortino e poi potrete attaccarci.”</strong> Gaston era ghignante mentre giocherellava con la sua arma di legno.</p>
<p>Hector, che ancora reprimeva la rabbia, annuì e voltò le spalle al ragazzo avviandosi verso il muretto. Chiuse gli occhi e prese a mormorare. <em>“ Ti prego Harald, per una volta, permettimi di vincere. Lasciami immaginare che questa spada sia Leoncoeur. Tanto non sono davvero un Goblin, e di certo Gaston non è l’Imperatore! Gaston è ingiusto!”</em>. Sospirò e riaprì gli occhi mentre si appostava davanti agli altri compagni che erano addirittura più piccoli di lui. Questi presero ad urlare, a far rumore e a emettere suoni gutturali imitando i sangue nero.</p>
<p><strong>“Basta!”</strong> Urlò Hector.<strong> “ Noi non siamo goblin!”</strong>. Fissò lo sguardo verso il fortino di legno. Lo aveva costruito Gaston con l’aiuto del Lord suo padre e Hector aveva sempre sognato di giocarci con lo scopo di difenderlo, ma fin’ora aveva solo spinto per sfondarne le porte. Quelle stesse porte che ora si chiudevano dando inizio alla battaglia.</p>
<p><strong>“CARICA!”</strong> Urlò ancora Hector mentre la preghiera ancora frullava nella sua mente.<em> “ Ti prego, Harald. Ti prego. Gaston è ingiusto!”</em> . E si lanciò verso il fortino con la spada levata al cielo a capo di 10 ragazzi urlanti</p>
<p>A sera, Gaston aveva un enorme bernoccolo sulla fronte, Hector aveva fatto giustizia e il Caos aveva preso Lyonesse portando distruzione nell’Impero.</p>
<p style="text-align:right;"><em>-Steven-</em></p>
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			<media:title type="html">Emblema di Ser Hector</media:title>
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	</item>
		<item>
		<title>Dimissioni e addii</title>
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		<pubDate>Thu, 05 May 2011 09:08:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>guerredelcaos</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Dalla lettera del Maestro Ingegnere Silvanus I De Rubeis allo Spett.le e Ill.mo Leonardo Di Miragliano, fondatore della Scuola di Ingegneria Imperiale datata lo dodicesimo ciclo dell’anno 1005 “Egregio Leonardo, caro e fidato Amico, spero che Vi stiate conservando in buona salute. I fastidi dovuti all’età creano noia e disappunto in noi, tanto abituati a [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=guerredelcaos.wordpress.com&amp;blog=22088323&amp;post=72&amp;subd=guerredelcaos&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:right;"><em>Dalla lettera del Maestro Ingegnere Silvanus I De Rubeis</em><br />
<em> allo Spett.le e Ill.mo Leonardo Di Miragliano, fondatore della Scuola di Ingegneria Imperiale</em><br />
<em> datata lo dodicesimo ciclo dell’anno 1005</em></p>
<p>“Egregio Leonardo, caro e fidato Amico,<br />
spero che Vi stiate conservando in buona salute. I fastidi dovuti all’età creano noia e disappunto in noi, tanto abituati a destreggiarci tra macchinari a vapore, provette, caldaie, analizzatori di pressione, magnificatori di imago e spessi libri di testo pullulanti di figure geometriche. Costretti dopo una certa età alla sola lettura e scrittura, ci è difficile accettare che ormai siamo giunti al capitolo finale del nostro cammino chiamato “vita” e, in cuor nostro, vorremmo poter vivere per altri settant’anni se ciò ci permettesse di studiare ancora.</p>
<p>Rammento il giorno in cui Voi mi faceste il grandissimo onore di concedermi la cattedra di Maestro Geniere di Macromeccanica alla Vostra Scuola di Ingegneria Imperiale. Ero al mio ventisettesimo anno d’età. Festeggiai con gaudio quel titolo, tra gli studenti affezionati e i docenti che mi porsero le loro penne d’oca in segno di stima e di riconoscimento come docente.</p>
<p style="text-align:left;">Sono passati cinquant’anni da allora e ora, al posto delle penne d&#8217;oca, uso una delle nostre stilografiche a china nera per scriverVi, segno di quanto il tempo muta le cose e le abitudini. Non sono mai stato un eccellente scrittore di lettere di ringraziamento. Ho sempre prediletto schemi e formule matematiche come via d’espressione del mio essere. Avrei dovuto commissionare la missiva ad un aedo ma non sarebbe sembrato corretto nei Vostri riguardi, Voi, che ormai da sessant’anni mi concedete la vostra onorata fiducia. Sforzarmi in prima persona per comunicarVi quanto starò per dire mi sembra il minimo che possa fare.</p>
<p>Con questa missiva, lascio ufficialmente la cattedra di Maestro Geniere e l’accompagno con riconoscenza e gratitudine ad una donazione alla Scuola di Genieria Imperiale di Miragliano in Altea di numero centocinquanta monete d’oro. E’ arrivato per me il tempo del pensionamento e sulla soglia degli ottant’anni, come mia ultima volontà di Ingegnere e Scenziato, vorrei intraprendere il mio ultimo viaggio verso le terre di Marienburg al fine di poter studiare, tradurre e approfondire le teorie e gli esperimenti di Sir Visternstein sul manichino semovente con sembianze umane a meccanica di tipo A-II.</p>
<p>Vi sono grato per avermi concesso di vivere una magnifica esperienza di vita nella Scuola.<br />
Ho potuto confrontarmi quotidianamente con menti giovani e propositive. Ho assistito all’incredibile progresso della Scienza grazie all’avanzamento delle meccaniche a vapore. Laddove prima era sogno, oggi lo si concretizza in realtà. L’avanzamento del Progresso è incalzante ed incoraggiante. Mai riuscirò a sdebitarmi per il mio incredibile vissuto all’interno di quei corridoi sotterranei a me tanto cari e sempre, nella mia mente, conserverò quanto più inalterato possibile il ricordo di cinquanta bellissimi anni d’insegnamento e di dedizione lavorativa per l’incremento della Genieria alteana. E sempre conserverò, con affetto e fedeltà, il ricordo della Nostra duratura e ormai salda Amicizia.</p>
<p>Leonardo, Amico mio, Vi abbraccio immensamente.<br />
Abbiate cura dei miei cari nipoti Silvanus II e Fiamma Silvia.”</p>
<p style="text-align:right;"><em>Maestro Ing. Silvanus I De Rubeis</em></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/guerredelcaos.wordpress.com/72/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/guerredelcaos.wordpress.com/72/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/guerredelcaos.wordpress.com/72/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/guerredelcaos.wordpress.com/72/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/guerredelcaos.wordpress.com/72/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/guerredelcaos.wordpress.com/72/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/guerredelcaos.wordpress.com/72/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/guerredelcaos.wordpress.com/72/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/guerredelcaos.wordpress.com/72/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/guerredelcaos.wordpress.com/72/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/guerredelcaos.wordpress.com/72/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/guerredelcaos.wordpress.com/72/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/guerredelcaos.wordpress.com/72/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/guerredelcaos.wordpress.com/72/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=guerredelcaos.wordpress.com&amp;blog=22088323&amp;post=72&amp;subd=guerredelcaos&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>&#8230;</title>
		<link>http://guerredelcaos.wordpress.com/2011/05/03/63/</link>
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		<pubDate>Tue, 03 May 2011 15:02:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>guerredelcaos</dc:creator>
				<category><![CDATA[guerre del caos]]></category>
		<category><![CDATA[Racconti]]></category>

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		<description><![CDATA[“Guardami!”… pensò Vargo mentre, nella foga del colpo, i lunghi capelli neri gli ricadevano sul viso. Tutto ciò che desiderava in quel momento era essere notato. Così, mentre la punta della lancia penetrava la cotta di maglia del nemico piegandosi all’interno del suo corpo, il suo sguardo già vagava alla sua destra in cerca di [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=guerredelcaos.wordpress.com&amp;blog=22088323&amp;post=63&amp;subd=guerredelcaos&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>“Guardami!”</em>… pensò Vargo mentre, nella foga del colpo, i lunghi capelli neri gli ricadevano sul viso.<br />
Tutto ciò che desiderava in quel momento era essere notato. Così, mentre la punta della lancia penetrava la cotta di maglia del nemico piegandosi all’interno del suo corpo, il suo sguardo già vagava alla sua destra in cerca di Adrian Graf. Lo cercava come un ragazzino cerca lo sguardo della fanciulla che desidera avere. Sapeva che l’unico modo per diventare qualcuno nell’esercito era dimostrare al comandante di saper combattere, e lui sapeva combattere. Già nel cortile d’Armi di Capo Sud aveva dato prova della sua abilità, mandando al tappeto ogni ragazzo del plotone e garantendo a metà di essi un viaggio per l’infermeria, ma non era bastato.<br />
<strong>[ Mi chiedo se sarai davvero capace quando sarai sul campo, ragazzo. Quando nemici schiumanti dalla rabbia si avventeranno su di te da ogni lato e tu ti renderai conto di avere solo una spada ]</strong>… Così disse Adrian Graf prima di voltargli le spalle e congedarsi.<br />
<em>“Saprei fare anche di meglio.”</em>… pensò Vargo in risposta, ma non ebbe il tempo di pronunciare quelle parole, e forse neanche la presunzione. Ma lui ne era convinto. Dei suoi ventidue anni, almeno quattordici li aveva passati impugnando una spada e combattendo.<br />
A Tarvos, nell’Arcipelago di Neos, un ragazzino di otto anni aveva bisogno di sapersi difendere. Persino un semplice venditore di vongole. Così suo fratello Koon gli donò uno stiletto lavorato nello stile sinuoso di Tor Ilyr, ma senza la qualità che distingueva le armi elfiche da quelle normali ,né nella forma né nella tempra. Ma era abbastanza. Si addestrava ogni giorno nell’uso della lama e dimostrò subito un grande talento. Così quando le sue braccia furono forti abbastanza, e lo stiletto lasciò il posto ad una spada bastarda rubata di nascosto al corpo di un nobile imperiale morto in una rissa contro i pirati di Neos, decise di sfruttare quel suo talento. Abbandono il suo carretto delle vongole, suo fratello Koon e la città di Tarvos per far vela verso i Ducati di Altea al seguito di una scapestrata compagnia di mercenari. La sua abilità lo portò ben presto sui campi di battaglia e, dopo qualche anno al seguito dei comandanti Monfalconiani. Ma era stanco di essere un semplice soldato. Aveva realizzato che era tempo di far carriera, ora che la gerarchia aveva un senso.<br />
Si scostò i capelli dal viso, abbandonò l’impugnatura della lancia ancora bloccata nel corpo del nemico e sguainò la bastarda impugnandola a due mani. Adrian era impegnato a urlare ordini, così Vargo andò alla ricerca di un nuovo nemico. Un nitrito richiamò la sua attenzione e nel voltarsi scorse la figura di un cavaliere disarcionato. Indossava i colori di Roccanera e un sorriso gli si dipinse sul volto.<br />
<em>“Harald ti ringrazio.”</em> Capì che avrebbe dovuto agire. Se fosse riuscito a portare quel cavaliere, vivo o morto, al cospetto di Graf, avrebbe senz’altro ricevuto ciò che desiderava. Avanzò di gran carriera verso il cavaliere che nella sua armatura pesante faticava a liberare i piedi dalle staffe. Notò che aveva  ucciso due uomini che avevano cercato di attaccarlo, considerandolo probabilmente una facile vittima, così decise di agire con cautela. Giunto a pochi passi dal Cavaliere si fermò e prese posizione, in attesa che il suo nuovo avversario facesse lo stesso.  Il nobile di Roccanera era un uomo sulla trentina con corti capelli brizzolati, neri baffi e dalla corporatura possente. Nella sua armatura completa incuteva timore ma Vargo non si lascio impressionare. Le mani si strinsero intorno al cuoio dell’impugnatura e si lanciò all’attacco, urlante.<br />
<strong>[Per Roccanera! ]</strong>… Rispose il cavaliere mentre scatta con la spada in pugno nella sua direzione.<br />
<em>“ Ecco un cavaliere che combatte per la propria patria”</em>… pensò Vargo mostra ancora un sorriso scaltro.<br />
Il primo incrocio delle lame fu fortissimo e la forza dell’impatto Gli si ripercosse sugli avambracci. Digrignò i denti  e mosse un paio di rapidi passi all’indietro guadagnando breve distanza dal cavaliere. <em>“È forte!”</em>… pensò, e scelse dunque che avrebbe agito di destrezza.<br />
Attese, quindi, la nuova mossa del cavaliere sfidandolo con un gesto della mano. Abboccò e si preparò sulla difensiva. Da quel punto in poi il cavaliere di Roccanerà si esibì in fendenti e affondi, diritti e roversi, che Vargo non ebbe difficoltà a schivare. Dopo pochi istanti il suo nemico era visibilmente stanco, sudato e ansimante.<br />
<em>“Ora!”</em>… Scattò in avanti con la sinistra caricando la bastarda con entrambe le mani e esibendosi in un montante dal basso verso l’alto. Il cavaliere intuì la mossa ma fu troppo lento. Nel cercare di scartare verso destra la lama graffiò la placca pettorale arrivando comunque a toccare la spalla, penetrando nella parte scoperta sotto l’ascella.<br />
<em>“E uno!”</em>&#8230;Il cavaliere urlò ma Vargo decise di non dargli tregua. Con la lama ancora alta ruotò il busto e colpì con un nuovo fendente, più forte del precedente. L’istante dopo la testa del Cavaliere rotolava al suolo tra schizzi di sangue, con l’espressione spaventata ancora in bella mostra.<br />
La battaglia intorno a lui sembrava volgere al termine e nuovamente si ritrovo a cercare Adrian in quel che restava della mischia. Era lì vicino, candido e al sicuro sul suo cavallo circondato dall’alfiere personale, che ordinava di inseguire l’esercito avversario in rotta.<br />
<em>“Guardami! Guardami!”</em>… Pensò ancora. “devo chiamarlo qui”.<br />
<strong>[ Cavaliere! ]</strong>… Urlò. <strong>[ Cavalie… ]</strong> Le parole gli si smorzarono in gola mentre il cavaliere fece per girarsi senza ancora scorgerlo. Avrebbe voluto alzare il braccio e farsi riconoscere ma qualcosa glielo impediva. Abbassò la testa e notò la spessa lama di uno spadone che sfilava via dal suo corpo. Portò le mancina sulla ferita come a raccogliere il sangue che da essa fuoriusciva. D’un tratto sentì perdere ogni forza e la bastarda nella destra gli sembrò pesante come non mai, ma non la lasciò cadere.<br />
<em>“Forse dovrei urlare ancora”</em>… pensò. Rialzò lo sguardo  a ritrovare Adrian Graf, Cavaliere di Monfalcone, Sir Comandante del Battaglione. Di nuovo gli porgeva le spalle.<br />
<em>“Guardami!”</em> voleva urlare. <em>“Guardami!”</em>… ma non riuscì a farlo.<br />
 E cadde.</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</p>
<p>Adrian Graf fece ritorno all’accampamento al calar della sera, quando le tende erano state già erette e le torce già ardevano illuminando la zona. Accompagnato dallo sferragliare della sua armatura smontò da cavallo e subito i suoi ufficiali accorsero al suo cospetto mentre il suo scudiero cercava un posto per il suo destriero. Continuò ad avanzare mentre i suoi uomini riferivano resoconti e rapporti.<br />
<strong>[ Perdite? ]</strong> Domandò Adrian mentre si sfilava i guanti d’arme.<br />
<strong>[ Minime, Sir ]</strong> A rispondergli fu un soldato anziano, calvo e basso. <strong>[ Ma sarebbe comunque buona cosa onorare i caduti. Gli uomini apprezzeranno. ]</strong><br />
<strong>[Certo, Tito, Certo. ]</strong> Lo congedò Adrian. <strong>[ Dopo cena. Intanto dì agli uomini che domani pomeriggio ci uniremo agli altri battaglioni. Muoviamo verso Roccanera. ]</strong> E così sparì dentro il suo padiglione.</p>
<p>Quando ebbe finito di mangiare si diresse a passo spedito al limitare del campo dove erano disposte, su barelle improvvisate, i corpi dei soldati caduti. Il rito prevedeva che avrebbe dovuto concedere qualche parola e un ultimo saluto militare alle vittime della battaglia come segno di gratitudine per il servizio svolto. Era un rito lungo, il più delle volte, ma Adrian si ripromise che sarebbe stato rapido. Aveva bisogno di riposo.<br />
Non appena Tito lo raggiunse per accompagnarlo nel compito, si ritrovò al cospetto del primo caduto, un ragazzo dalla carnagione mulatta con un viso privo di barba e lunghi capelli neri che ricadevano disordinati sulla barella. Non mostrava affatto i gravosi segni della battaglia tranne che per una grossa ferita all’altezza dell’addome. Indossava la divisa di Monfalcone recante sul petto l’emblema personale dei Graf e quello del Ducato, e impugnava, stretta al petto, una spada bastarda di ottima qualità. Adrian inarcò un sopracciglio.<br />
<strong>[ Chi era questo?]</strong> Domandò a Tito la voce ridotta a poco più di un sussurro.<br />
<strong>[ Uhm..Si chiamava Vargo ]</strong>Rispose l’uomo mentre ricontrollava la pergamena con la lista dei caduti.<strong>[ Fante semplice. Proveniente dalle Isole di Neos. ]. </strong>Adrian annuì e si rivolse agli uomini che, intorno a un fuoco, assistevano al rito.<br />
<strong>[ Io, Sir Adrian Graf, Cavaliere di Monfalcone, Sir Comandante del V° Battaglione Ducale, porgo  con dolore il mio ultimo saluto a Vargo dell’Arcipelago di Neos, e gli rendo grazie per il servizio offerto all’Esercito di Monfalcone nel nome della sua giusta causa. Possa Harald accoglierlo nel suo regno e giudicarlo con equità! ]</strong> Batté le mano destra chiusa a pugno sul petto e attese che gli uomini rispondessero al saluto.<br />
<strong>[ Avanti, togliamoci in fretta questo fastidio.] </strong>Sussurrò ancora a Tito mentre s’apprestava a passare oltre.<strong>[Oh , e prendi la Bastarda del ragazzo. Non gli serve più. E dubito che sia stato in grado di usarla degnamente ]</strong></p>
<p>Tito annuì e Adrian abbassò lo sguardo sul nuovo caduto a lui sconosciuto.</p>
<p>-Steven-</p>
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		<title>Ode a Tristano di Wolfenburg</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Apr 2011 10:19:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>guerredelcaos</dc:creator>
				<category><![CDATA[Poemi]]></category>
		<category><![CDATA[Racconti]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Or dunque, tosto mi appresto a incominciare, che un avvincente storia ivi voglio narrare. Ricordo dei giorni, dei giorni ormai passati, trascorsi in posti assai desolati Colle del Lupo dove la tragedia si visse, parlo ora a nome di chi sopravvisse. Io Helaune dei barbari la figlia Placida stavo all’accampamento di famiglia. Un Sole vi [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=guerredelcaos.wordpress.com&amp;blog=22088323&amp;post=48&amp;subd=guerredelcaos&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><strong><span style="color:#000000;"><em>&#8220;Or dunque, tosto mi appresto a incominciare,</em></span></strong><br />
<strong><span style="color:#000000;"><em> che un avvincente storia ivi voglio narrare.</em></span></strong><br />
<strong><span style="color:#000000;"><em> Ricordo dei giorni, dei giorni ormai passati,</em></span></strong><br />
<strong><span style="color:#000000;"><em> trascorsi in posti assai desolati</em></span></strong><br />
<strong><span style="color:#000000;"><em> Colle del Lupo dove la tragedia si visse,</em></span></strong><br />
<strong><span style="color:#000000;"><em> parlo ora a nome di chi sopravvisse.</em></span></strong><br />
<strong><span style="color:#000000;"><em> Io Helaune dei barbari la figlia</em></span></strong><br />
<strong><span style="color:#000000;"><em> Placida stavo all’accampamento di famiglia.</em></span></strong><br />
<strong><span style="color:#000000;"><em> Un Sole vi era dai raggi assai cocenti,</em></span></strong><br />
<strong><span style="color:#000000;"><em> sicchè andai a passeggiare in mezzo a tutte le genti</em></span></strong><br />
<strong><span style="color:#000000;"><em> Quand’ecco che nel trascorrere del mattino</em></span></strong><br />
<strong><span style="color:#000000;"><em> Incontrai Tristano il Paladino .</em></span></strong><br />
<strong><span style="color:#000000;"><em> Tutti lo salutavano con gaudio al suo passaggio</em></span></strong><br />
<strong><span style="color:#000000;"><em> Di lui ammiravano la forza ed il coraggio.</em></span></strong><br />
<strong><span style="color:#000000;"><em> Lui , di certo una rassicurante presenza,</em></span></strong><br />
<strong><span style="color:#000000;"><em> che della moralità incarna l’essenza.</em></span></strong><br />
<strong><span style="color:#000000;"><em> Intanto il pomeriggio delicato scese</em></span></strong><br />
<strong><span style="color:#000000;"><em> Ma di troppo calore il Cielo pagò le spese.</em></span></strong><br />
<strong><span style="color:#000000;"><em> Il sole provato si era ormai spento</em></span></strong><br />
<strong><span style="color:#000000;"><em> E repente dal buio arrivò il tradimento:</em></span></strong><br />
<strong><span style="color:#000000;"><em> creature in cui la cattiveria impazza,</em></span></strong><br />
<strong><span style="color:#000000;"><em> oscurità che con la morte si sollazza.</em></span></strong><br />
<strong><span style="color:#000000;"><em> Terribile bestemmia si alzò verso il cielo</em></span></strong><br />
<strong><span style="color:#000000;"><em> Mentre su tutti noi cadde il totale gelo</em></span></strong><br />
<strong><span style="color:#000000;"><em> Il nome di Harald fu infangato,</em></span></strong><br />
<strong><span style="color:#000000;"><em> l’onore del supremo immortale intaccato.</em></span></strong><br />
<strong><span style="color:#000000;"><em> Tristano veemente contro le bestie si scaglia</em></span></strong><br />
<strong><span style="color:#000000;"><em> Facendo un contro cento la sua battaglia.</em></span></strong><br />
<strong><span style="color:#000000;"><em> Con coraggio lotta, per Harald combatte</em></span></strong><br />
<strong><span style="color:#000000;"><em> E uno, cinque, dieci nemici abbatte</em></span></strong><br />
<strong><span style="color:#000000;"><em> Di spada, di rabbia il nemico colpisce</em></span></strong><br />
<strong><span style="color:#000000;"><em> Ma ,aihmè, sono troppi e nella mischia perisce.</em></span></strong><br />
<strong><span style="color:#000000;"><em> Tardivo fu degli amici l’intervento,</em></span></strong><br />
<strong><span style="color:#000000;"><em> non bastarono la sua audacia e il sentimento.</em></span></strong><br />
<strong><span style="color:#000000;"><em> Ma non siate Tristi per la morte di Tristano,</em></span></strong><br />
<strong><span style="color:#000000;"><em> se lo ricorderete non sarà morto invano</em></span></strong><br />
<strong><span style="color:#000000;"><em> e Harald per lui serba un posto senza uguali</em></span></strong><br />
<strong><span style="color:#000000;"><em> un posto d’onore nel regno degli Immortali.</em></span></strong><br />
<strong><span style="color:#000000;"><em> E di lui che è perito in leale combattimento</em></span></strong><br />
<strong><span style="color:#000000;"><em> Ne foggiano immago le stelle del firmamento.</em></span></strong><br />
<strong><span style="color:#000000;"><em> E se alla volta celeste lo sguardo volgete</em></span></strong><br />
<strong><span style="color:#000000;"><em> Del coraggio di Tristano voi apprenderete.</em></span></strong><br />
<strong><span style="color:#000000;"><em> Noi con immensa commozione e rispetto,</em></span></strong><br />
<strong><span style="color:#000000;"><em> il ricordo d Tristano porteremo nel petto.</em></span></strong><br />
<strong><span style="color:#000000;"><em> Harald ora tiene il suo paladino in gloria</em></span></strong><br />
<strong><span style="color:#000000;"><em> E con orgoglio e devozione canteremo la sua storia &#8220;</em></span></strong></p>
<p style="text-align:center;">
<p style="text-align:right;"><span style="text-decoration:underline;"><strong><em>Helaune </em></strong><strong><em>La Barda</em></strong></span></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/guerredelcaos.wordpress.com/48/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/guerredelcaos.wordpress.com/48/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/guerredelcaos.wordpress.com/48/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/guerredelcaos.wordpress.com/48/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/guerredelcaos.wordpress.com/48/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/guerredelcaos.wordpress.com/48/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/guerredelcaos.wordpress.com/48/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/guerredelcaos.wordpress.com/48/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/guerredelcaos.wordpress.com/48/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/guerredelcaos.wordpress.com/48/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/guerredelcaos.wordpress.com/48/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/guerredelcaos.wordpress.com/48/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/guerredelcaos.wordpress.com/48/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/guerredelcaos.wordpress.com/48/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=guerredelcaos.wordpress.com&amp;blog=22088323&amp;post=48&amp;subd=guerredelcaos&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Diari di un bardo</title>
		<link>http://guerredelcaos.wordpress.com/2011/04/19/diari-di-un-bardo/</link>
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		<pubDate>Tue, 19 Apr 2011 16:15:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>guerredelcaos</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal diario di Arya De Orfeus Iscritta all&#8217; Accademia dei Bardi lo decimo giorno del primo ciclo dell&#8217; anno 1010 estratto dalle ultime pagine. O, gentile lettore. Quando leggerai queste parole ivi impresse con pennino e calamaio, io potrei non essere più in grado di narrare alcuna storia se non dinanzi alla Gloria del nostro [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=guerredelcaos.wordpress.com&amp;blog=22088323&amp;post=40&amp;subd=guerredelcaos&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:right;"><em>Dal diario di Arya De Orfeus<br />
Iscritta all&#8217; Accademia dei Bardi lo decimo giorno del primo ciclo dell&#8217; anno 1010</em></p>
<p style="text-align:right;"><em>estratto dalle ultime pagine.</em></p>
<p style="text-align:left;">O, gentile lettore.</p>
<p style="text-align:left;">Quando leggerai queste parole ivi impresse con pennino e calamaio, io potrei non essere più in grado di narrare alcuna storia se non dinanzi alla Gloria del nostro Salvatore Harald Morgenstern. Ho testè deciso che non mi farò paralizzare né confondere dalla paura. E racconterò tutta la verità su ciò che i miei occhi vedranno da ora sino a che vivrò.</p>
<p style="text-align:left;">Siamo a Colli di Lupo.<br />
E&#8217; notte e scrivo dagli accampamenti dell&#8217; Accademia delle Arti Arcane. La mia gilda non si è sufficientemente organizzata per esservi (del resto&#8230; con Mastro Windspeare che pensa a bere e a dare ordini&#8230;). Quindi ci siamo solo io, Helaune e Regi come avventori per conto dell&#8217; Accademia dei Bardi. Sono diventata da poco un membro dell&#8217; Accademia delle Arti Arcane per le mie capacità ritualistiche ereditate da mia madre. Noi elfi siamo stati chiamati a raccolta da un Maestro di magia, Eldon Firnafil. Egli è il mago che, a Torea, ha compiuto un rituale magico per animare un artefatto meccanico costruito da un genio dell&#8217; Ingegneria, tale Marco Guglielmoni. Mastro Firnafil è un elfo di scienza che crede nella comunità elfica stanziante a Roccanera. Mi è ignoto il motivo che ci ha portato a sapere che il famoso artefatto meccanico chiamato <em>GOLEM</em> sia diventato strumento del Caos. Ma Mastro Firnafil ci ha chiesto di aiutarlo a distruggerlo con il mezzo stesso che lo ha portato alla vita: la magia.</p>
<p style="text-align:left;">Prima di venire qui mi è stato detto che sarebbe stata una missione pericolosa ma tutte le Gilde, sentitesi minacciate dal Golem, dal crudele Skeltur e dalla strana maschera che lo porta a beneficiare di straordinari poteri, hanno deciso di aiutarlo nella sua impresa. Ora, qui a Colli di Lupo, vi siamo: noi maghi, la Milizia Imperiale, la nostra comunità elfica, gli Alchimisti, gli Artigiani, il Clan Wolfe, la Baronia di Mungivacca, il Ligamen Peritorum e la povera gente di taverna. Mi è parso di vedere anche due cacciatori di streghe.</p>
<p style="text-align:left;">Oggi, al tramonto, è stato compiuto il nostro primo rituale al quale vi abbiamo partecipato come officianti seguendo Mastro Firnafil e Mastro Ulcaster. E&#8217; stato compiuto un rituale di sangue e di luce che ha visto me,  il mio compagno Mc Fly, fratello Eron, sorella Lalaith e la compagna Eleanor concentrare le nostre forze magiche per evocare uno spirito delle foreste che noi elfi chiamiamo <em>Ent.</em> Ci aiuterà nella nostra impresa.<br />
Durante il rituale siamo stati attaccati da spiriti maligni che hanno preso possesso del corpo di Mc Fly. Siamo riusciti a fermarli pur riportando delle ferite e qualche livido. Tale rituale ha riscontrato grande disapprovazione da parte dei cacciatori di streghe, i quali ci hanno minacciato di morte.<br />
Ho temuto per la mia vita e non è stato facile mantenere il sangue freddo. Ma siamo vivi. E dobbiamo ringraziare nostro salvatore Harald che ci ha protetto.</p>
<p style="text-align:left;">A breve il laboratorio di Guglielmoni sarà accessibile. Quando succederà, ci appresteremo a compiere l&#8217;ultimo rito elementale con l&#8217;ausilio del Ligamen Peritorum.</p>
<p style="text-align:left;">E&#8217; notte.<br />
Spunta la luna dalle cime degli alberi, immergendo la terra in una luce spettrale. Sento i primi ululati, sono terrorizzata. Noi maghi siamo obbligati a star qui, a preparare il rituale elementale che eseguiremo a breve. Accanto agli Alchimisti. In attesa.</p>
<p style="text-align:left;">Scrivo queste parole sotto consiglio del mago in viola dalla doppia personalità di cui non ricordo il nome al fine di documentare appropriatamente l&#8217;evento. Del resto è ciò che dovrebbe fare un bardo&#8230;<br />
Non so che fine farò.<br />
Non voglio morire.<br />
O almeno vorrei avere prima la possibilità di salutare i miei cari. O di lasciare i miei canti all&#8217; Accademia dei Bardi. O dire ai miei fratelli elfi che è stato un onore e un piacere lottare con loro per un ideale comune.<br />
Spero di sopravvivere. Ho ancora tante cose da fare, tante storie da raccontare. Ma se Harald dovesse prendermi seco, tornerò ad essere parte della Terra e del Cielo e da lì sorveglierò i miei cari.</p>
<p style="text-align:left;">In fin dei conti sono felice di rendermi utile. Mastro Firnafil ha compiuto un miracolo e ha fatto sì che si creasse una comunità elfica anche qui ad Altea. E&#8217; un bravo elfo, dall&#8217;animo nobile. Farò del mio meglio per essergli utile. E anche ai miei fratelli elfi, pur essendo io una semplice mezzelfa.</p>
<p style="text-align:left;">Mi chiamano, è l&#8217;ora.</p>
<p style="text-align:left;">Che il mio spirito possa conservarsi sempre forte e puro. Che i miei fratelli possano sopravviere e vivere sempre più coesi sotto la guida di Mastro Firnafil.<br />
Avrei voluto riabbracciare Dan, il mio Maestro di Spada.<br />
Se dovessi riuscire a tornare a casa sarà la prima cosa che farò.<br />
Abbraccerò Dan, accetterò il suo invito a cena e sarò felice di essermela cavata.</p>
<p style="text-align:left;">Voglio tornare a casa&#8230;<br />
Ma prima bisogna combattere. E&#8217; la nostra fede che lo richiede.</p>
<p style="text-align:left;">Prego Aerie, figlia dei boschi, affinchè protegga noi tutti.<br />
E&#8217; giunto il momento della resa dei conti.</p>
<p style="text-align:right;"><em>A. O.</em></p>
<p style="text-align:right;">Colli di Lupo,<br />
tredicesimo giorno, sesto ciclo, anno 1010</p>
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